Pochi attimi fa ho finisto di leggere un post del mio amico Fabry (leggetelo perchè è emozionante) che mi ha fatto molto pensare a uno degli argomenti che più si muovono al mio interno.
L’eterna lotta/convivenza fra emozioni e raziocinio.
Vi capita mai di sentirvi quasi come due persone diverse, due grovigli di pensieri, ricordi ed emozioni, che si dibattono al vostro interno e dei quali ogni tanto uno prende il sopravvendo sull’altro, magari solo per cinque minuti o magari anche per un mese intero, facendovi vivere due vite quasi totalmente diverse, dove ammirate aspetti molto differenti del mondo che vi circonda, dove vi comportate in modo diverso. Oppure momenti (come questo) dove sentite che queste personalità sono strettamente avvinghiate l’una con l’altra e arrivano quasi a coesistere, tirando fuori da voi quelle emozioni che magari in questo periodo difficilmente si fanno sentire, ma mantenendo comunque attivo quello strato razionale ed analitico che vi fa pensare “sto scrivendo tutto in seconda persona al plurale, ma in realtà sto parlando di me, cosa significa questo ?”.
Ebbene questo mi fa pensare a tantissime cose, mi fa salire le lacrime agli occhi, sento il mio spirito cercare di uscire dal mio corpo per cercare di farsi un meritato viaggio, sento il mio io razionale che cerca di trattenerlo e gli dice “dove vai, non lo sai che abbiamo tanto lavoro da fare e il tempo è poco ?”… è un processo quasi doloroso, ma che al contempo fornisce un tormentato piacere, un segnale proveniente dall’interno, una comunicazione inconscia fra i miei due io interiori, che si urlano a vicenda “ESISTO ANCH’IO!”. Quasi a contendersi uno spazio, che non si rendono conto essere più che ampio per entrambi.
Ed ecco che in questo istante, aiutato forse dal dolce e ritmico soffiare delle note degli Inti Illimani (Alturas), che la mia parte emotiva prende il sopravvento e decide di viaggiare un poco, di viaggiare fra ricordi di vacanze lontane sui monti andini, ricordi di altre esperienze che hanno reso comuni parti della mia vita con quella di altri esseri che come me abitano questo fantastico mondo di cui tutti facciamo parte, in un magico legame che è li, invisibile ai nostri occhi, ma che se ci concentriamo, lasciandoci andare abbassando le palpebre, riusciamo a sentire, come caldo un filo di luce, una brezza, un sussurro, che lega me che sto scrivendo a te che stai leggendo…
Ma ecco che l’altro Daniele, quello che in questo periodo decisamente occupa per la maggior percentuale di tempo il “posto di comando”, che lentamente si fa più forte e conscio del tempo che passa, spinge, delicatamente ma fermamente, i pensieri dei viaggi e delle emozioni giù all’interno in un posto dove potranno riprendere il sopravvento in un altro momento, perchè ora devo tornare al lavoro…
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